TRA MEMORIA STORICA E RISORSE DIGITALI

TRA MEMORIA STORICA E RISORSE DIGITALI

Quando rivolgiamo il pensiero a ciò che è stato, al passato, a ciò che fu realizzato in tutti gli ambiti delle vaste capacità espressive dell’uomo (non solo la scrittura, ma anche le arti figurative) inevitabilmente a livello mentale collochiamo ciò in una sfera psico-emotiva recondita, nascosta, in un mondo che ci dice che non c’è più, di cui sentiamo l’attraente eco, come quella delle sirene… ma che non c’è più.

Tuttavia l’antichità nel suo complesso svolge su di noi, uomini del XXI secolo, una forte attrazione e testi che furono scritti tantissimi secoli fa sono in grado di suscitare in noi una viva immaginazione, un prorompente impulso emotivo che ci coinvolge e li fa sentire vicini alla nostra sensibilità. I nostri tempi fortunatamente ci offrono però delle soluzioni alla fruizione di questi testi che fino a non molto tempo fa semplicemente non esistevano; se si voleva trovare per motivi di semplice lettura o di studio un testo come la esilarante Apokolokyntosis di Seneca ( con tanto di apparato critico), bisognava per forza di cose andare fisicamente in una biblioteca e mettersi con pazienza a spulciare i cataloghi cartacei, con il dubbio se la ricerca effettivamente potesse andare a buon fine.

Oggi, sebbene la ricerca bibliografica “dal vivo” sia sempre possibile, si dispone di una risorsa digitale importantissima per la consultazione di un’opera: sono gli OPAC (Online Public Access Catalogue).

Il termine “catalogo” è ormai in declino, ma ad ogni modo la International Federation of Library Association nel 2009 nei suoi principi internazionali di catalogazione (ICP) ha affermato che «il catalogo è uno strumento efficiente ed efficace che consente all’utente di:
-trovare le entità che corrispondono ai criteri di ricerca […];
-identificare un’entità, ossia confermare che l’entità descritta corrisponde all’entità cercata […];
-selezionare l’entità appropriata ai bisogni dell’utente […];
-ottenere accesso all’entità descritta […];
-navigare tra le informazioni»1.
Proprio il concetto di navigare è centrale poiché « consiste nel seguire le connessioni esistenti tra oggetti di interesse bibliografico che hanno caratteristiche in comune ( opere con lo stesso autore, edizioni della stessa opera, opere pubblicate nella stessa collana, soggetti affini ecc.) o relazioni di natura semantica (genere-specie, associative ecc.)»2.

Dunque la catalogazione on-line è uno strumento preziosissimo che può essere messo a disposizione dell’utente con conseguente sfoltimento dei tempi di ricerca.

Attualmente gli OPAC si sono evoluti ed esistono i cosiddetti OPAC ARRICCHITI e i google-like: «L’OPAC arricchito e sociale favorisce l’interazione tra utente e catalogo e degli utenti tra loro con la presenza di un’immagine della copertina, di un’icona che indica in modo intuitivo il tipo di formato della risorsa, con la possibilità di verificare la
disponibilità di una copia della risorsa e di prenotarla (quindi di interagire con il catalogo e non solo con l’interfaccia), con la possibilità di leggere le recensioni su una determinata pubblicazione o di leggere il blog»3.

Per interfacce google-like si intendono invece quelle «simili per concezione e uso a quella del motore di ricerca, nel quale l’interrogazione prende avvio da un solo campo in cui inserire come chiave d’indagine una o più parole del linguaggio naturale»4.

Oggi si parla pure di linked data (dati connessi): essi sono frutto della connessione tra collegamenti bibliografici e non bibliografici e sono utili per espandere il campo di ricerca e quindi di utilità all’utente: «questi collegamenti possono avvenire all’interno della struttura dei dati prodotta dalla biblioteca, ma anche all’esterno, ovvero al di fuori del catalogo, per esempio verso risorse Web e più in generale verso banche dati non bibliografiche»5.

Ciò significa che se il mio oggetto d’interesse è l’Apokolokyntosis di Seneca, i linked data possono aiutarmi a scoprire i musei dove sono custodite le statue raffiguranti l’imperatore Claudio, protagonista della commedia senecana. Possiamo affermare che tra l’antichità e il mondo di oggi ci sia più vicinanza di quanto possiamo immaginare e che il divario temporale è in una certa misura colmato dalle risorse digitali oggi disponibili.

 

1 Giovanni Solimine e Paul Gabriele Weston (cur.), Biblioteche e biblioteconomia, Roma 2015, 231-232.
2 Op. cit., 232.
3 Op.cit., 240
4 Ibid.
3 Op.cit. 244.

 

Ignazio Fichera

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