Sostieni il Diritto di accesso ad Internet

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Le presenti proposte normative sono dirette ad ampliare la sfera dei diritti fondamentali riconosciuti nell’ordinamento giuridico italiano e dell’Unione europea per garantire l’accesso alla rete Internet, quale pre-requisito indispensabile diretto ad assicurare il concreto esercizio di fondamentali diritti e libertà configurabili online, partendo da un’irrinunciabile situazione di uguaglianza digitale che si manifesta con l’avvento della Società dell’Informazione  nell’ambito dell’era digitale.

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Introduzione dell’nuovo articolo 3-bis del Trattato sull’Unione europea (“diritto di accesso ad Internet nella Società europea dell’Informazione”) recante norme volte al riconoscimento del diritto di accesso ad Internet. Dopo l’articolo 3 TUE è inserito il seguente articolo:

«L’Unione europea promuove la libertà e parità di accesso ad Internet, garantendo a tutti i cittadini europei la piena disponibilità delle infrastrutture di comunicazione e di informazione attraverso cui si realizza lo sviluppo della società dell’informazione. L’Unione europea incoraggia il perseguimento dei vantaggi offerti dalla “rivoluzione digitale” per assicurare la realizzazione del progresso sociale caratterizzato dal miglioramento della qualità di vita dei cittadini, delle condizioni dei lavoratori, della crescita economica e della competitività globale dell’industria e dei servizi europei. L’Unione europea assicura che ogni individuo abbia uguale diritto di accesso alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Information and Communication Technologies, ICT) per creare un ambiente favorevole nel quale si possano sviluppare abilità e servizi informatici. L’Unione europea promuove una società e un’economia basate su Internet per garantire una partecipazione attiva ed efficiente su e attraverso Internet. L’inclusione sociale implica la possibilità di accesso e l’uso effettivo delle tecnologie digitali. I cittadini europei devono avere accesso online diretto e interattivo a conoscenze, istruzione, formazione, amministrazione, servizi sanitari, cultura, attività ricreative, servizi finanziari. L’Unione europea costruisce e rafforza un modello sociale europeo caratterizzato dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in modo che tutti abbiano accesso a servizi e contenuto nella propria lingua, per uno sviluppo sostenibile di una società basata sulla conoscenza più competitiva del mondo. L’accesso ad  Internet può essere limitato solo per ragioni necessarie motivate e proporzionali al pericolo da evitare e che siano compatibili con il carattere aperto e globale di Internet. L’Unione europea combatte il digital divide e le disuguaglianze digitali, garantendo che donne e uomini abbiano parità di accesso rapido e sicuro a Internet per imparare, usare e organizzare gli strumenti tecnologici. Afferma e promuove un’Europa informaticamente alfabetizzata basata sull’inclusione sociale, diminuendo il divario tra ricchi e poveri nella società europea caratterizzata da un ampio accesso ai servizi a banda larga mediante infrastrutture di informazione sicure. Nelle relazioni con gli Stati membri l’Unione europea promuove e incoraggia la democrazia digitale e il voto online per consentire una democrazia partecipativa basata sulla cittadinanza attiva, evitando qualsiasi forma di censura o filtraggio, nel rispetto delle competenze che le sono attribuite dai trattati».

Introduzione dell’nuovo articolo 3-bis della Costituzione della Repubblica Italiana (“diritto di accesso ad Internet e Uguaglianza digitale”) recante norme volte al riconoscimento del diritto di accesso ad Internet. Dopo l’articolo 3 Cost. è inserito il seguente articolo:

 «Tutti i cittadini hanno pari diritto di accesso ad Internet, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Essi, individualmente e collettivamente, devono disporre del concreto e paritario accesso alle tecnologie di informazione e di comunicazione in condizioni di eguaglianza per una partecipazione effettiva alla società dell’informazione libera, interculturale e inclusiva» (comma 1); «Restrizioni a tale diritto possono essere imposte per legge solo se assolutamente necessarie e giustificate per la tutela di diritti di pari rilievo» (comma 2); «È compito della Repubblica combattere il digital divide favorendo l’accesso alle nuove tecnologie di informazione e comunicazione della Società dell’Informazione, per garantire a tutti i cittadini, compresi coloro che si trovano in svantaggiate condizioni economiche, sociali e geografiche, una reale accessibilità alla Rete mediante la progressiva disponibilità di infrastrutture a banda larga volte a promuovere l’alfabetizzazione digitale e rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto l’eguaglianza digitale dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti gli individui all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese che si realizza con l’utilizzo di Internet» (comma 3).

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